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Con i progressivi nuovi hai paura delle scale. Ti hanno detto che è solo abitudine

Donna che scende le scale con cautela guardando i gradini

I primi giorni con i progressivi nuovi, le scale ti mettono a disagio. I gradini sembrano ondeggiare leggermente, ti tieni al corrimano più del solito, guardi in basso con più attenzione. In negozio ti hanno detto “è solo questione di abitudine, tra qualche giorno passa”. Vero, ma non è tutta la storia.

Hai provato a guardare più lontano possibile mentre scendi, come consigliato, e a rallentare il passo sulle scale, soprattutto in luoghi non familiari. Hai anche aspettato più a lungo del previsto, sperando che l’adattamento arrivasse da solo con il tempo. Dopo alcune settimane il disagio è migliorato ma non è scomparso del tutto, perché le lenti progressive hanno una zona centrale per la visione da lontano, una per l’intermedio e una per il vicino, ma ai lati di queste zone la superficie della lente introduce inevitabilmente distorsioni ottiche periferiche. Il cosiddetto effetto nuoto è documentato: le zone periferiche generano un ondeggiamento quando muovi la testa nell’ambiente, per via della curvatura asferica necessaria a creare le diverse zone di messa a fuoco (fonte), ed è proprio sulle scale che l’effetto si sente di più, perché guardare in basso significa attraversare con lo sguardo la zona periferica della lente, l’area dove la distorsione è maggiore.

Il cervello impara progressivamente a compensare muovendo di più la testa invece degli occhi, e tra oltre settecento persone passate ai progressivi in uno studio di riferimento, solo l’1,1% non è riuscito ad adattarsi del tutto: la stragrande maggioranza raggiunge un adattamento completo entro poche settimane (fonte). Ma alcuni disegni di lente riducono la distorsione periferica meglio di altri, e la scelta del disegno giusto per te conta quanto il tempo di adattamento. Guarda i gradini muovendo la testa verso il basso, non solo gli occhi, e usa il corrimano senza vergogna nelle prime settimane: la sicurezza su scale e superfici irregolari con questo tipo di lenti è documentata come adeguata quando l’adattamento è completo (fonte).

Quando il disagio non passa da solo

Un cliente di cinquantuno anni, alla terza settimana con i progressivi nuovi, continuava ad avere disagio marcato sulle scale di casa, a differenza della maggioranza dei coetanei già adattati in quel periodo. Una rivalutazione ha mostrato che il disegno di lente scelto inizialmente aveva una zona periferica più ampia del necessario per le sue esigenze: un disegno personalizzato ha ridotto sensibilmente il disagio nel giro di pochi giorni.

È per chi ha appena iniziato a usare i progressivi e le scale mettono ansia. Per chi si tiene al corrimano più del necessario, anche in luoghi conosciuti. Per chi, dopo quattro o cinque settimane, non nota ancora il miglioramento atteso.

Sono a Modena e provincia, in studio. Se sei in Emilia, tra Bologna, Reggio Emilia o Mantova, molti pazienti fanno il viaggio apposta quando hanno già speso tempo in soluzioni che non hanno funzionato. Se sei fuori regione, la consulenza online funziona così: mi scrivi la tua situazione, ti rispondo entro 24 ore.

In sintesi

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Alessandro GarauOptometrista | Fondatore del Metodo VISIVA™ | Autore di 16 libri sulla salute visiva e sul benessere personale.

Da 20 anni aiuto persone con problemi visivi irrisolti a trovare la soluzione che altri non hanno trovato. Ho fondato GT Ottica e Optometria a Modena con un principio preciso: la vista non si misura in dieci minuti su un tabellone. Si analizza nella vita reale di chi la usa.

Vedere bene non è un dettaglio. È il punto di partenza per tutto il resto.

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Domande frequenti

Quanto dura l’adattamento ai progressivi?

Nella maggior parte delle persone da pochi giorni ad alcune settimane. Una piccola percentuale fatica di più e può aver bisogno di un disegno di lente diverso.

Esistono progressivi con meno effetto ondeggiamento?

Sì, i disegni di lente più moderni e personalizzati riducono la distorsione periferica rispetto ai modelli generici, anche se non la eliminano del tutto: è una caratteristica ottica intrinseca del progressivo.

Se dopo un mese le scale mi mettono ancora ansia, è normale?

Non del tutto: la maggior parte delle persone si adatta entro poche settimane. Se il disagio persiste, vale la pena far verificare se il disegno della lente scelto è quello più adatto alle tue esigenze.

Devo tornare in negozio se il disagio con i progressivi non passa?

Sì, soprattutto se sono passate più di quattro o cinque settimane: una rivalutazione del disegno di lente è spesso risolutiva.


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