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In bici o di corsa perdi a fuoco i dettagli lontani. Da fermo non capita mai

Da fermo leggi la cartellonistica in fondo alla strada senza problemi. In bici, di corsa, o mentre segui la palla in campo, gli stessi dettagli sfuggono, sfocati, in ritardo. Hai già controllato la vista: da fermo è tutto a posto. Il problema è che stai misurando la capacità sbagliata.
Hai fatto controllare la vista dall’oculista, risultata ottima da fermo. Hai provato occhiali sportivi diversi, pensando fosse un problema di lenti o montatura, e aumentato l’allenamento specifico dello sport, sperando migliorasse anche la percezione visiva. Il fastidio in movimento resta identico, perché l’acuità visiva statica, quella misurata nel classico controllo da fermo con la tabella delle lettere, è solo una parte della capacità visiva. La visione dinamica, cioè la capacità di mettere a fuoco dettagli quando l’oggetto o la testa sono in movimento, è una funzione distinta, misurata con test specifici, e gli studi su atleti di alto livello mostrano una correlazione solo moderata tra le due misure: un calciatore può avere un’ottima vista da fermo e una visione dinamica nella media, o viceversa (fonte).
Gli atleti, in generale, mostrano una visione dinamica superiore rispetto a chi non pratica sport, indipendentemente dalla loro acuità visiva statica (fonte) (fonte), e uno studio su calciatori professionisti ha mostrato differenze anche in base al ruolo in campo: i portieri hanno mostrato i valori migliori, gli attaccanti quelli più bassi, segno che il tipo di allenamento visivo utile dipende anche dallo sport specifico. Un attrezzo in palestra o un controllo della vista in negozio non mette mai alla prova la capacità dei tuoi occhi di seguire un bersaglio mentre la testa o il corpo si muovono: per questo puoi avere una vista perfetta nei controlli di routine e comunque faticare sul campo, senza che nessun esame lo rilevi. A differenza dell’acuità statica, che dipende soprattutto dalla correzione ottica, la visione dinamica risponde all’allenamento specifico, con programmi che hanno mostrato di migliorare le capacità visive in atleti di diverse discipline (fonte).
Quando l’allenamento visivo fa la differenza
Un ciclista amatoriale di trentotto anni, con dieci decimi da fermo confermati dall’oculista, faticava a leggere la segnaletica e i dettagli della strada durante le uscite veloci in gruppo. Una valutazione di visione dinamica ha mostrato tempi di messa a fuoco superiori alla media per la sua fascia d’età: un programma di allenamento visivo specifico ha portato miglioramenti misurabili in poche settimane.
È per chi ha una vista perfetta nei controlli standard ma fatica a mettere a fuoco dettagli lontani in movimento durante lo sport. Per chi ha già provato occhiali diversi senza risultati. Per chi si allena tecnicamente ma non ha mai valutato la propria visione dinamica con un test specifico.
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In sintesi
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Domande frequenti
Se ho 10 decimi da fermo posso comunque avere problemi in movimento?
Sì: l’acuità statica e quella dinamica sono correlate solo in parte. È possibile avere una vista perfetta da fermo e una visione dinamica nella media o sotto la media.
La visione dinamica si può allenare a qualsiasi età?
I programmi di allenamento visivo sportivo sono stati studiati principalmente su atleti giovani e adulti attivi; il principio di allenabilità vale in generale, ma i risultati vanno valutati caso per caso.
Che sport beneficiano di più di questo tipo di allenamento?
Sport con bersagli in movimento veloce o che richiedono di seguire oggetti mentre ci si sposta, come ciclismo, corsa, calcio, tennis e sport di squadra in generale, sono quelli dove la visione dinamica incide di più sulla prestazione.
I bambini possono allenare la visione dinamica per lo sport?
Sì, con programmi adeguati all’età, spesso con risultati anche migliori rispetto agli adulti grazie alla maggiore plasticità del sistema visivo in età evolutiva.
Dal blog
Altri approfondimenti utili, senza repertorio infinito a fondo pagina.

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