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Porti le lenti a contatto solo fino alle tre del pomeriggio? Non è colpa delle lenti

Metti le lenti a contatto alle otto del mattino. Verso le tre del pomeriggio iniziano a dare fastidio, gli occhi si arrossano, senti il bisogno di toglierle prima di sera. Ogni giorno la stessa storia, sempre alla stessa ora. “Forse hai le lenti sbagliate”, ti hanno detto in un altro negozio: le hai cambiate due volte, e il fastidio pomeridiano è rimasto identico.
Hai provato materiali diversi, più permeabili all’ossigeno secondo la pubblicità. Hai provato le lenti giornaliere pensando che il problema fosse l’accumulo di depositi. Hai usato gocce lubrificanti da instillare durante il giorno, portandole sempre con te in borsa, e hai persino ridotto le ore di utilizzo, togliendole prima del previsto. Il fastidio è rimasto, con la stessa puntualità, perché se compare sempre alla stessa ora del pomeriggio indipendentemente dalla marca o dal materiale, il problema più probabile non è la lente in sé ma la stabilità del tuo film lacrimale nelle ore successive all’applicazione. Le lenti a contatto, per quanto moderne, dipendono dalla qualità delle tue lacrime per restare confortevoli tutto il giorno: se il film lacrimale è instabile, qualsiasi lente inizierà a dare fastidio dopo un certo numero di ore.
L’abbandono delle lenti a contatto per disagio è un fenomeno diffuso: si stima che tra il 15% e il 20% di chi porta lenti a contatto le abbandoni ogni anno proprio per problemi di comfort legati alla superficie oculare, non per difetti del prodotto. Ed è un peccato, perché nella maggior parte dei casi il problema è risolvibile senza dover rinunciare alla libertà delle lenti per il resto della vita.
Una misura, non un tentativo
Invece di continuare a cambiare marca alla cieca, la strada più efficace è valutare per prima cosa la stabilità del film lacrimale e la compatibilità specifica tra la tua superficie oculare e il tipo di materiale, osservando anche la geometria della cornea con strumenti dedicati. Un portatore di lenti a contatto da quindici anni, quarantatré anni, aveva già cambiato marca tre volte in un anno senza risultati stabili: una valutazione della superficie oculare e del film lacrimale ha permesso di individuare il materiale e la geometria di lente più adatti alla sua situazione specifica, risolvendo il fastidio pomeridiano che si ripeteva da mesi.
È per chi ha già cambiato marca di lenti a contatto più volte senza risultati stabili. Per chi porta sempre le gocce lubrificanti in borsa per il pomeriggio. Per chi toglie le lenti prima del previsto quasi ogni giorno, sempre per lo stesso motivo.
Sono a Modena e provincia, in studio. Se sei in Emilia, tra Bologna, Reggio Emilia o Mantova, molti pazienti fanno il viaggio apposta quando hanno già speso tempo in soluzioni che non hanno funzionato. Se sei fuori regione, la consulenza online funziona così: mi scrivi la tua situazione, ti rispondo entro 24 ore.
In sintesi
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Domande frequenti
Cambiare marca di lenti a contatto risolve il fastidio pomeridiano?
Raramente da solo, se la causa reale è la superficie oculare o un ammiccamento ridotto durante il lavoro: in quel caso il fastidio si ripresenta con qualunque lente.
Perché le lenti a contatto danno fastidio proprio durante le videochiamate o il lavoro al PC?
Perché durante la concentrazione visiva l’ammiccamento si riduce anche della metà, e questo destabilizza il film lacrimale sotto la lente più velocemente del normale.
Quanti portatori di lenti a contatto le abbandonano per questo motivo?
Le stime di settore indicano che circa il 15-20% di chi porta lenti a contatto le abbandona ogni anno, spesso per un disagio della superficie oculare più che per un difetto del prodotto.
Cambiare tipo di lente a contatto da sola risolve il problema?
A volte sì, ma spesso il fastidio dipende dalla stabilità del film lacrimale più che dal materiale della lente: cambiare tipo senza questa valutazione porta a risultati incostanti.
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Altri approfondimenti utili, senza repertorio infinito a fondo pagina.

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